A Gaza sotto assedio, una conferenza per non impazzire !
MA ISRAELE CHIUDE IL VALICO AI PARTECIPANTI INTERNAZIONALI
VERSIONE INTEGRALE DELL'ARTICOLO PUBBLICATO DAL MANIFESTO IL 26 OTTOBRE 2008
DI
LUISA MORGANTINI*
Hani Al-Hasayneh aveva tre anni, è morta lo scorso 14 ottobre perché le autorità israeliane le hanno negato il permesso di uscire dalla Striscia per farsi curare: la proteina necessaria per il nutrimento del suo cervello di cui era carente a Gaza non si trovava. Come la piccola Hani, altri 252 palestinesi di Gaza sono morti dal giugno del 2007 perché impossibilitati a lasciare la Striscia per la chiusura e i divieti israeliani: l'ultimo lo scorso 21 ottobre, Ahmad Al-Lahham, un malato di cancro che aveva bisogno di cure urgenti dall'estero, bloccato nella Striscia e morto poco dopo. Di tutte queste morti il 35% erano bambini.
La devastazione non riguarda però solo i corpi, ma anche le menti e a Gaza sono diffusissimi i disturbi psicologici, i traumi, le ansie e le depressioni, molti riscontrati su bambini: il 92.23% dei Palestinesi si sente chiuso come in una prigione, con l'ansia, la disperazione, la frustrazione che cresce giorno dopo giorno per la paura di non poter ricevere cure mediche appropriate, di non poter trovare medicine per i propri figli e non ottenere il permesso di farli curare all'estero, a rischio della loro stessa vita. Le donne comportano maggiore somatizzazione, disordini ossessivi, compulsivi e un'ansia fobica. Dal 2000 il numero di pazienti che hanno ricevuto cure dai centri per la salute mentale è aumentato del 38%, molti di questi minori ( dati OMS).
Per questo il 27 e il 28 ottobre l'Ong Gaza Community Mental Health Program (GCMHP) in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità organizzano una Conferenza Internazionale sull'impatto dell'assedio sulla salute mentale. Ma i 120 internazionali, medici, ricercatori, accademici, che volevano partecipare, non hanno avuto il permesso dalle Autorità israeliane di entrare a Gaza e come scrive il GCMHP "la conferenza sugli effetti dell'assedio avviene essa stessa sotto assedio". Eppure non sarà cancellata: oggi dopo una conferenza stampa a Gerusalemme una manifestazione al valico di Erez denuncerà il comportamento israeliano, con la partecipazione di molti accademici statunitensi ed ebrei per la pace. Il 27 la conferenza si terrà a Gaza mentre da Ramallah saranno in collegamento video tutti gli internazionali che non hanno potuto recarsi a Gaza, e in diverse parti del mondo, compresa l' Italia si terranno iniziative di sostegno per la fine dell'assedio.
Durante gli ultimi 7 anni e sopratutto dal Giugno 2007, dopo la presa del potere delle forze di Hamas i Palestinesi nella Striscia hanno vissuto traumi drammatici, a causa del blocco israeliano, della violenza delle incursioni, dei bombardamenti, dei raid, della chiusura dei confini che hanno colpito i civili con una crisi umanitaria e una situazione di povertà senza precedenti: per John Ging, Direttore dell'Unrwa a Gaza, dove il tasso di disoccupazione è al 45% e il 55% delle famiglie vive al di sotto della soglia della povertà, non si tratta solo di un "collasso politico" ma anche di "un'assenza di umanità" che è stata creata da esseri umani e che deve urgentemente terminare ponendo fine all'assedio "perché -dice Ging e io non posso che sottoscrivere con forza le sue parole- è tempo di vedere un cambiamento delle politiche in tutti coloro che hanno creato una simile povertà e questa vergogna". Ma le responsabilità non sono solo dell'occupazione militare israeliana e della Comunità internazionale anche se ne sono i primi responsabili, la divisione territoriale e tra la leadership palestinese, la crescita dell'intolleranza e le uccisioni tra palestinesi e palestinesi devono e possono finire con una diversa politica della leadership palestinese. La guerra, la violenza, la sofferenza, l'ingiustizia, la mancanza di libertà comportano conseguenze indelebili e disastrose sulla popolazione: l'assedio alla Striscia di Gaza deve cessare.
*Vice Presidente del Parlamento Europeo
Care tutte e tutti,
il 27 ottobre, ci saranno iniziative per la fine dell'embargo a Gaza, in concomitanza con la conferenza internazionale riguardante l'impatto sulla salute della popolazione di Gaza sotto assedio.
Vi avevo già inviato l'appello a partecipare a Gaza il 27 e il 28 ottobre alla conferenza organizzata dalla Ong GCMHP in collaborazione con l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sull'impatto dell'assedio sulla salute mentale.
Grazie innanzitutto a tutte le persone che hanno risposto positivamente all'appello, dando la loro disponibilità ad andare a Gaza e grazie anche a coloro che si sono attivati per dare visibilità all'iniziativa.
Dal momento che tale conferenza si svolgerà all'interno di una più ampia mobilitazione per ricordare la drammatica situazione della popolazione palestinese a causa dell'assedio a Gaza, il GCMHP e Eyad El Serray (coordinatore della Ong e della Campagna End the Siege on Gaza - www.end-gaza-siege.ps/ )chiedono che la giornata del 27 ottobre diventi una giornata di mobilitazione contro l'assedio. (vedi sotto comunicato stampa tradotto in italiano).
Vi chiedo quindi di organizzare iniziative anche simboliche nella giornata del 27, piccole azioni o presidi presso sedi ospedaliere o sanitarie (soprattutto per chi vi lavora all'interno) oppure messaggi di solidarietà e sostegno da inviare agli organizzatori della Campagna per mettere fine all'assedio di Gaza, e per ricordare le donne e gli uomini palestinesi (252 negli ultimi 15 mesi - secondo i dati trasmessi dalla Ong WAFA) deceduti per non aver potuto accedere a trattamenti medici, a causa delle chiusure imposte dall'assedio. Di ieri è l'ultima drammatica notizia: una bimba di tre anni - Hani Al-Hasayneh - è morta a Gaza perché non le è stato consentito di lasciare la Striscia e ricevere le cure adeguate. Sarebbe bello dedicare queste piccole grandi azioni, in sua memoria.
Fatemi sapere se qualcuna o qualcuno di voi riesce a mobilitarsi. Se lo fate inviate le foto che provvederemo ad inoltrare agli organizzatori
Un abbraccio,
Luisa Morgantini
27 OTTOBRE - GIORNATA DI MOBILITAZIONE PER LA FINE DELL'EMBARGO A GAZA
Dalla ONG Gaza Community Mental Health Programme e dal World Health Programme (Organizzazione Mondiale della Sanità) il programma per la conferenza sull'assedio e la salute mentale
Il GCMHP e la OMS opiteranno il 27 e il 28 ottobre a Gaza, la quinta conferenza intenazionale del GCMHP dal titolo "L'assedio e la salute mentale...Muri contro Ponti, con video conferenze e workshop che si terranno anche a Ramallah , in Cigiordania. La conferenza avrà luogo presso il centro culturale Rashad El Shawa a Gaza City.
L'evento vedrà la partecipazione di oltre cento internazionali, con 45 speaker locali e internazionali. Si discuteranno diverse tematiche e questioni chiave riguardanti l'assedio di Gaza. Il panel si concentrerà sui seguenti temi: diritto internazionale e i diritt umani, le conseguenze dell'assedio su donne e bambini e sulla famiglia, la salute pubblica e mentale, i prigionieri e la democrazia. Tali workshop intendono aumentare la consapevolezza presso l'opinione pubblica dell'attuale e perdurante crisi a Gaza e servire a promuovere e individuare idee e soluzioni.
La conferenza si aprirà con l'esposizione di arte contemporanea "Colour Siege", che propone immagini creative che traggono la loro ispirazione dalla condizione di assedio. L'esposizione aprirà la sera del 26 ottobre e rimarrà aperta al pubblico fino alla chiusura della conferenza, il 28 ottobre, e consiste di fotografie, video, installazioni e diverse altre forme di arte moderna.
La conferenza annuale segna anche il primo tentativo di accorpare una serie di iniziative già in corso con gli eventi già in programma.
In coincidenza con i workshop, saranno efettuate diverse visite sul campo ai diversi luoghi colpiti dall'assedio, organizzate in cooperazione con la Campagna Palestinese Internazionale per mettere fine all'assedio di Gaza. I partecipanti della conferenza avranno l'opportunità di visitare campi profughi, ospedali, aziende, e altri luoghi colpiti dalle politiche israeliane di restrizioni e chiusure.
La conferenza che si aprirà con gli interventi di Eyad El Sarraj - Presidente e fondatore del GCMHP e Mr Tony Laurence, Direttore del WHO in Cisgiordanai e Gaza, vuole rappresentare un tentativo per accrescere la consapevolezza internazionale e dell'opinione pubblica sull' impatto dell'assedio a Gaza.
L'evento servirà da forum aperto di discussione, all'interno del quale i dritti umani avranno una priorità e accademici e ricercatori saranno insieme per porre in evidenza l'impatto disastroso dell'assedio di Isarele sulla popolazione civile. Il GCMHP e l'OMS danno il benvenuto a tutti e invitano il mondo a Gaza city con la speranza che riposizionando i diritti umani al di sopra delle politiche, si possa insieme mettere fine all'assedio di Gaza e trovare una suluzione umanitaria alla crisi.
Rivolgiamo un appello a tutti per far si che il 27 ottobre sia ua giornata di solidarietà con i palestinesi e perché in tale data si organizzi una giornata di azione per accescere la cosapevolezza dell'opinione pubblica sulla drmmatica crisi di Gaza.
*Traduzione dall'inglese a cura dell'Ufficio di Luisa Morgantini (Barbara Antonelli e Francesca Cutarelli)