Luisa Morgantini grazie di Suad Amiry
La celebrazione di oggi ha un significato e un’importanza speciali per me, non solo perché il premio viene dato ad una delle mie più care amiche, Luisa Morgantini, ma anche perché viene dato in uno dei momenti più tragici in Palestina. Spesso dei premi vengono assegnati a persone decedute come apprezzamento per il loro lavoro passato per una causa vivente e vittoriosa. L’importanza del premio di oggi sta nel fatto che viene consegnato ad una persona molto viva per una causa quasi persa e morta. Ciò che è stato apprezzato e a cui è stato dato valore qui oggi è il continuo processo di dare di Luisa Morgantini. Oggi non parlerò della Palestina perché il premio è per Luisa Morgantini e non per la Palestina. Quindi, permettetemi di condividere con voi il mio affetto per Luisa Morgantini, un affetto che molti di voi in questa sala provano per lei. Chi è Luisa Morgantini? Luisa Morgantini è la donna che alla fine della serata compra l’intero mazzo di rose da un pakistano stanco in Campo de’ Fiori, così almeno per una sera lo rende felice e se ne può andare a dormire presto. Quando gli F15 e gli Apache israeliani bombardavano gli uffici del partito Fida a Ramallah e Ahmad, un attivista politico palestinese è stato costretto a gettarsi dal terzo piano, rompendosi, di conseguenza, le due gambe e ferendosi alla schiena. è Luisa Morgantini che è apparsa dal nulla con una barella nelle strade deserte di Ramallah, una città che era stata messa sotto coprifuoco per trentaquattro giorni consecutivi. Quando Ribhi Aruri, un giornalista palestinese, è stato investito da un autobus a Roma ed è stato mandato in coma all’ospedale, è stata Luisa Morgantini che è andata a fargli visita ogni giorno all’ospedale e si è presa cura di tutta la famiglia nella sua casa per sei mesi a Roma. Chiedete a Ribhi e alla sua famiglia cosa Luisa vuol dire per loro. Quando il National Hotel di Gerusalemme Est, una delle pietre miliari e dei pilastri palestinesi, è andato in bancarotta, la famiglia di Abu al-Hajj, il proprietario dell’albergo, non ha cercato l’aiuto del Ministero dell’Economia palestinese, ma l’assistenza di Luisa Morgantini. Quando Jad, uno dei nostri amici, è stato assassinato dai soldati israeliani nelle strade di Ramallah, è stata Luisa Morgantini che ha ricevuto il suo corpo e l’ha identificato all’ospedale di Ramallah. Chiedete alla madre di Jad chi è Luisa Morgantini. Quando Mustapha Barghouthi, un attivista palestinese, è stato picchiato dai soldati israeliani, è stata Luisa Morgantini a ricevere la maggior parte dei colpi, visto che stava tra Mustapha e i soldati israeliani. Vi ricordate quella famosa fotografia di una donna in piedi di fronte a un soldato israeliano, con le braccia ben aperte a sfidarlo di osare sparare a lei? Quella donna era Luisa Morgantini. Per piacere Luisa, non farlo di nuovo, la prossima volta probabilmente sparerebbero. La casa di Luisa a Roma è chiamata Hotel Palestina. Almeno il 25 per cento della popolazione palestinese ha il portachiavi di Che Guevara. È grazie al portachiavi di Luisa Morgantini che il popolo palestinese non ha mai dimenticato chi sono il Che e la Morgantini! È la stessa gente di Palestina che ha rotto la maniglia della lavatrice di Luisa Morgantini. È vero che Luisa viene in Palestina per lo più per dimostrare contro l’occupazione, ma viene anche spesso per matrimoni, compleanni e funerali. È Luisa Morgantini che ha preso un volo per la Palestina per partecipare al funerale dell’amato leader palestinese Faisal Husseini, e nonostante i suoi scomodi sandali arancioni ha camminato, come molti altri, tra Ramallah e Gerusalemme. È stata Luisa Morgantini che mi è venuta a trovare quando ero malata il 23 dicembre 1996. Era il mio anniversario di matrimonio. Non solo è venuta a Ramallah, sotto la pioggia scrosciante di dicembre, ma ha portato anche con lei trentacinque attivisti italiani. Avevo la febbre, la temperatura tra i quaranta e i quarantuno e lei voleva che io avessi anche le allucinazioni sulla Palestina. Con una tale febbre era piuttosto facile. L’unico problema è che non avevamo trentacinque sedie. Luisa non aveva certo dimenticato di portare lo champagne. È vero che gli attivisti italiani non hanno avuto un posto per sedersi quella sera, ma sicuramente hanno bevuto champagne! È Luisa Morgantini che ti porta due regali per il tuo compleanno. E quando riesci a portarla al ristorante per festeggiare il suo compleanno, lei finisce a pagare il conto andando alla toilette. Lei crede veramente che il proprietario del locale non le permetterà di usare il bagno se prima non ha regolato il conto. Quando viaggiate con Luisa Morgantini in Palestina: a) la vostra giornata comincia, ma non finisce mai b) ciò che la gente normale fa in una settimana, voi lo farete in un giorno con Luisa c) assicuratevi di aver fatto un’assicurazione sulla vita d)assicuratevi di non bere nelle afose giornate estive, anche se ci sono 40 gradi, perché non avrete mai tempo di andare in bagno. Devo ammettere che ho ricevuto queste importanti informazioni da un caro amico di Luisa che ha viaggiato con lei una volta e dopo sei mesi si sta ancora riprendendo. Comunque, nonostante i suoi stretti programmi, è Luisa che fa le consegne a domicilio tra l’Italia e la Palestina. Il campanello suona, tu apri la porta e lei ti dà un grosso abbraccio e un bacio ancora più forte, va dritta verso la cucina e dall’enorme borsa della spesa vengono fuori: la pasta, gli spaghetti, i ravioli freschi, gli gnocchi, il pomodoro, il parmigiano, la mozzarella, il pesto, il prosciutto, i biscotti, il salame, la salsiccia, i funghi, il vino e finalmente il caffè. Il buon gusto del cibo delizioso resta con noi per giorni e lo stesso vale per la confusione che lei lascia dietro di sé. Alcune statistiche su Luisa Morgantini e la Palestina. Circa duecentomila italiani visitano la Palestina ogni anno, 199.777 sono mandati da Luisa Morgantini. Tutti loro contraggono infezioni alle vie urinarie e seri fenomeni di disidratazione. È Luisa Morgantini che insiste ad avere una discussione politica con ogni soldato israeliano che incontra nei Territori Occupati, e ci capita di avere tra i quarantamila e sessantamila soldati israeliani. Il Movimento dei riservisti israeliani, che si rifiutano di servire nei territori palestinesi occupati, è in realtà un movimento di fuga conseguente alle discussioni avute con Luisa Morgantini. Non possono più affrontare Luisa. Dopo Arafat, Luisa Morgantini è la persona più riconosciuta in Palestina. Per favore, non fate sapere al presidente Bush (né ad Arafat) che la guida alternativa a Yasser Arafat è sicuramente Luisa Morgantini. Grazie Morgantini. Ti voglio bene.
Suad Amiry