Biografia

"La guerra l'ho sentita nella pancia di mia madre. Sono nata alla fine del '40 nella Val d'Ossola, al confine svizzero e prima repubblica nata dalla Resistenza.
Mio padre ha fatto il partigiano. Di fronte alla mia ammirazione diceva: "Mai più la guerra".
Per anni non ho capito, pensavo che di fronte alle oppressioni, alle ingiustizie la risposta anche armata fosse una strada percorribile.

Oggi penso, insieme a tante donne e uomini che la strada sia quella della nonviolenza, della trasformazione delle coscienze, del riconoscimento del diritto di ogni donna ed ogni uomo alla libertà, alla giustizia sociale, al lavoro, alla casa, alla salute.
Penso al diritto della terra, dell'aria, dell'acqua, del cielo, degli animali, di ogni essere vivente a non essere ferito, umiliato, usato a fini del profitto invece che del benessere per tutte e tutti.
Certo, nel riconoscimento delle differenze, sessuali, religiose e politiche, il mai più guerra è diventato per me un impegno per il quale ha senso la mia esistenza.

Non sono ingenua, so come è difficile agire per interrompere la spirale guerra terrorismo.
Lo misuro ogni giorno nei luoghi di conflitto, dove da ormai molti anni mi misuro cercando di costruire relazioni tra le parti in conflitto, dalla Palestina Israele all'Afghanistan, all'Iraq, alla Bosnia, al Kosovo, in Kurdistan Turchia, e tanti tanti altri paesi.

Sembra impossibile, quando ti dicono che la guerra è sempre stata e sempre sarà.
Eppure vale la pena provare a percorrere un'altra strada, quella di riconoscere i conflitti senza negarli e cercare di superarli, partendo dal riconoscimento dell'altro\a per una convivenza civile, quella di assumersi la responsabilità di costruire un mondo, un Italia, un Europa dove ciascuna/o sia di aiuto all'altra/o.

Sogni, utopie? Forse, ma sono il principio per cambiare e agire e dire con milioni di persone che un altro mondo, un mondo migliore, si può costruire."


Luisa at WIKIPEDIA